lunedì 10 gennaio 2011

Di nidi e altre storie_Grazia Gabbini

“TORNO PRESTO” e dicendomi così mi stampi un bacio sulla fronte.
Sapore di dopobarba al pino, completo blu gessato, profumo di camicia linda, rumore di carta. Tempo di festa, tempo di sabato e domenica e ritmi lenti.


DOVE VAI? Perché sparisci sempre così? E cosa custodisce quel
sacchetto che porti tra le mani? Chi ti ruba il tempo bello? Io voglio tutta la tua attenzione, voglio giocare, voglio…ma ogni volta che torni è tardi, la settimana ricomincia e le tue mani sono vuote.


OGGI SEI tornato un po’ prima, un po’ più stanco, un po’ più triste, tra le tue mani avevi ancora quel sacchetto e non sei più andato via.

 JEANS FIORUCCI e maglietta nuova rossa fiammeggiante.
Appuntamento con amici. Mamma, come chioccia, compare sulla porta, il suo sguardo è indagatore…forse solo si preoccupa per me: “togliti quel trucco, togliti quella maglietta oppure oggi non si esce”. Le sue mani calano sulle mie guance mentre pronuncia una frase, alludendo a chissà cosa e a chissà chi. È un passato che forse mi appartiene? Ora lei da cacciatrice è diventata preda e nei suoi occhi è scesa la tristezza. 


SONO SOLA, agosto in città, meglio così. Avrò tutto il tempo per
celebrare il funerale a quel ricordo.
Devo arrivare fino al limite, devo scoprire cosa c’è dietro quel vuoto.
Tante volte, mentre lui guidava i miei ricordi, ho ascoltato il corpo e sono
ritornata indietro, a quando tu mi sussurravi “torno presto”, ma oltre è il buio
ed io devo fare luce in questo spazio. 


MATTINA PRESTO, baci sulla fronte, colori di festa, profumo di pane,
rumore di carta e senso di abbandono.
Ho costruito la scenografia come su un set di teatro, ho organizzato la scena
“del delitto”: il completo blu gessato e la camicia linda sono adagiati lì sul
letto, il dopobarba al pino verde è già profumo nelle mie narici, io distesa
chiudo gli occhi: si parte, inizia il viaggio… 


DA UN PO’ di tempo nel mio buio c’è una luce. E come pila ha fatto cerchio sulle tue mani. Ora so che non fuggivi e non sparivi, ora so che non mi abbandonavi, ora so che cosa custodiva quel sacchetto. Dolci e caramelle, piccoli bon bon per chi aveva bisogno del tuo amore, delle tue carezze, là in un posto grigio dove le paure consumano la vita.

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